Agricoltori custodi

Anche conservare un solo seme ti fa di diritto custode di sementi

Riprodurre un seme, anche solo uno, è oggi una pratica straordinaria ma che si scopre sempre più importante. A livello di agricoltura contadina questa pratica è sempre stata la norma: riprodurre, selezionare, conservare e scambiare semi e marze era una necessità ma anche un’arte che veniva tramandata di generazione in generazione come tramandati erano le sementi stesse. Questo lento e costante lavoro ha permesso di selezionare, senza mutazioni forzate, piante ricche di qualità nutrizionali perfettamente adattate ad uno specifico territorio.
A partire dalle varietà selvatiche si è giunti in questo modo, attraverso anche millenni, ad ottenere le varietà di cui oggi ci cibiamo anche se molte di queste sono ormai perdute o a rischio estinzione.

Si stima esistano 50.000 specie vegetali commestibili ma noi ne mangiamo solo 250, di cui 15 forniscono il 90% delle calorie nella dieta umana e solo 3 il 60% (riso, mais, grano: cioè le varietà sottoposte a “miglioramento” genetico con forte perdita di biodiversità).

Gli Agricoltori Custodi sono un’associazione costituita qualche anno fa e che raggruppa soprattutto piccole aziende, con l’obiettivo del recupero e della coltivazione di specie e varietà delicate e preziose, esposte al rischio di estinzione a causa della bassa resa o di difficoltà particolari nel processo di produzione. Gli agricoltori custodi sono oltre 100 diffusi ad Arezzo e in tutta la Toscana, e in questi anni sono riusciti a salvaguardare quasi 150 tra piante (soprattutto orticole e frutticole) ed animali (soprattutto pollame ed altri animali da cortile).

Se site interessati ai custodi della Toscana visitare il sito dell’ex ARSIA.
[nella foto in copertina: semi di porro in riproduzione agli ORTI APERTI]

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